***italiano***

La storia dell’azienda Remondini prese avvio nel 1657 nel centro storico di Bassano del Grappa quando il padovano Giovanni Antonio Remondini acquistò una casa e aprì un negozio di telerie, lana, sete e attrezzi in ferro. In seguito aggiunse alle sue merci anche fogli volanti a stampa e xilografie di santi e altri di soggetti religiosi destinati alla devozione popolare, che potevano dare origine – una volta piegati, tagliati e cuciti – in raccolte a libro definite “libri da risma”. I fogli stampati inizialmente erano di importazione veronese, trevigiana e padovana, ma presto Remondini si affrancò dai fornitori e sviluppò una propria stamperia, acquistando un vecchio torchio, dando origine ad una delle più importanti stamperie dell’intera Europa moderna.
La vasta rete di distribuzione delle stampe, organizzata in “compagnie” dirette da un “capocompagnia” contava sugli uomini e i ragazzi dell’Altopiano del Tesino, già impegnati nel commercio stagionale di pietre focaie, ma si servì anche degli ambulanti slavofoni della valle del Natisone (chiamati “Schiavoni”) in Friuli Venezia Giulia, anch’esso al tempo parte integrante dell’Impero asburgico.
Alla morte del fondatore dell’azienda Remondini, nel 1711 la stamperia fu ereditata dal figlio Giuseppe, che acquisì nuove cartiere così da abbattere i costi di produzione e ampliare il catalogo di stampe commercializzate. Nel 1738 ottenne poi dalla magistratura dei Cinque Savi alla Mercanzia della Serenissima, il privilegio esclusivo, ed esente da dazi, di libera commercializzazione delle proprie stampe di soggetto religioso sull’intero territorio veneto. Nel 1750, aprì infine una libreria a Venezia, iniziando a stampare libri e atlanti geografici di qualità, e facendo lavorare alle immagini i più valenti incisori contemporanei. All’inizio dell’Ottocento, a Bassano del Grappa e nei dintorni lavoravano per i Remondini sino ad un migliaio di operai. I Tesini erano invece tra i loro principali agenti di vendita. Avevano occasione di rifornirsi di stampe prima di partire per l’estero in un magazzino aperto sulla Piazza Maggiore di Pieve Tesino dagl stessi editori, e funzionante tra 1711 e 1816 (liquidato nel 1818).
Sulla base della loro esperienza secolare nella vendita delle stampe dei Remondini, i tesini seppero diversificare i prodotti in vendita, intercettare nuovi acquirenti della borghesia internazionale, cogliere i cambiamenti tecnici in corso. Circa le tipologie di stampe, con l’introduzione della tenica litografica iniziarono a propotte nuovi soggetti ad un pubblico più ampio, soddisfando un mercato di viaggiatori, amanti delle antichità, arredatori e decoratori di interni. Di gran moda furono nell’Ottocento le vedute di città e di paesaggi, non più legate alle tradizionali vedute ottiche, ma caratterizzate da immagini più realistiche delle vie, degli edifici, dei giardini e dei monumenti cittadini. Molto successo ebbero anche i ritratti di sovrani, ma anche di personalità rilevanti della vita politica e militare, della letteratura, della scienza e dell’arte. Le scene di genere, che trattavano momenti e oggetti della vita quotidiana e domestica erano vendute in gran numero per decorare le pareti dei salotti, dove non potevano mancare nemmeno le serie sui costumi locali e sulle uniformi militari, che appagavano un desiderio di conoscenza di popoli e di tradizioni lontane, proprio di una clientale internazionale.Nella prima metà dell’Ottocento, il mutato gusto del pubblico per le immagini a stampa, i progressi tecnologici e la concorrenza di editori e di stampatori francesi e tedeschi contribuì alla crisi dell’azienda Remondini, che chiuse i battenti nel 1861. I suoi distributori, Tesini compresi, in molti casi avevano già da tempo messo radici all’estero, in Europa e oltre: tanti erano già divenuti editori o venditori di nuovi prodotti legati al mondo dell’immagine come fotografie, lenti e occhiali.
Tra gli anni Settanta del Settecento e la fine dell’Ottocento, molti tesini iniziarono ad aprire proprie attività di vendita di stampe nelle città che frequentavano da generazioni, spostando il proprio raggio d’azione dalle fiere e dai mercati a negozi aperti al pubblico. Alcuni, da venditori ambulanti o importatori di stampe dalla Francia e dall’Inghilterra, divennero essi stessi editori, proponendo talora nuovi prodotti come strumenti scientifici di precisione (come i barometri), accessori di ottica, beni di lusso e oggetti di antichità.
Le principali aziende di editori e commercianti tesini nell’Ottocento erano localizzate a Bruges (Buffa, Gecele), a Liegi (Avanzo), a Bruxelles (Avanzo, Fietta, Tessaro), a Parigi (Avanzo, Pasqualini), ad Anversa (Tessaro, Granello), a Gand (Tessaro, Avanzo, Pellizzaro), Metz e Strasburgo (Fietta), Utrecht (Caramelle Tessaro), Amsterdam (Buffa), Augusta (Tessari, Zanna), a Vienna, a Kriegshaber (Fietta, Avanzo, Buffa, Tessaro), a Brno (Pasqualini), a Varsavia (Pellizzaro), a Mosca e San Pietroburgo (Daziaro). Alcuni editori tesini continuarono a proporre immagini a stampa per i ceti popolari. Fu il caso di Giuseppe Pasqualini, che a metà Ottocento mise a punto una macchina per le cromolitografie, grazie alla quale invase il mercato soprattutto con immagini devozionali ad uso domestico. Nel 1860, per la sua azienda di Brno in Moravia, lavoravano alla distribuzione trecento uomini e ragazzi del Tesino, raddoppiati nel 1889. Alla fine dell’Ottocento i suoi successori trasferirono la fabbrica di cromolitografie a Dresda, dove funzionò sino al 1945.
Bibliografia:
Mario Infelise, I Remondini di Bassano. Stampa e industria nel Veneto del Settecento, Tassotti, Bassano del Grappa (VI), 1980
Mario Infelise, Paola Marini (edd.), Remondini. Un editore del Settecento, Electa, Milano 1990
Niccolò Caramel, “I Santi dei Remondini ga magnà i campi dei Tesini”. Le conseguenze dei rapporti commerciali tra i venditori ambulanti Tesini e gli stampatori Remondini di Bassano nel tessuto socioeconomico della Valle di Tesino (1685-1797), in Viviana Ferrario, Mauro Marzo (edd.), La montagna che produce / Productive mountains, Mimesis Edizioni, Sesto San Giovanni (MI), 2020, pp. 105-118
Elda Fietta, Mercanti di luce. Ottici e fotografi tesini tra Ottocento e Novecento, con un saggio di Marie-Christine Claes, Museo Per Via, Pergine Valsugana (Tn), Publistampa edizioni 2023
