3. Hotel Tesino

Fortune e sfortune sulle strade d’Europa

La storia degli ambulanti tesini è caratterizzata da storie familiari di successo e di emancipazione sociale, anzitutto nel cuore dell’Europa (Francia, Belgio, Germania), ma anche da da vicende tragiche e sfortunate: uomini, e donne, che sulle strade del mondo non ce l’hanno fatta, che hanno sofferto ed hanno perso tutto, a volte la vita stessa.

I commercianti tesini dovevano anzitutto affrontare e superare la fatica dei viaggi in gran parte svolti a piedi, prima dell’avvento delle ferrovie nell’Ottocento. Circolare a piedi per l’Europa era una pratica complessa e faticosa per la condizione delle strade, per le sfortune atmosferiche e gli infortuni che potevano accadere lungo il percorso. Ad esempio, nel 1774, Mattia Muraro scrisse ai familiari da Cracovia di avere difficoltà a rientrare a causa di una ferita nella gamba che lo tormentava da sette anni. Molti non riuscirono a rientrare, morendo lungo la strada.

Tuttavia, il mancato rientro in valle poteva essere dovuto anche ad un fallimento professionale o il frutto di una svolta personale che vedeva alcuni arruolarsi come soldati piuttosto che continuare a lavorare come venditori ambulante. Così, nella seconda metà del Settecento, Giovanni Murari divenne fuciliere in Germania, Antonio e Giovanni Granello si arruolarono rispettivamente negli eserciti spagnolo e prussiano, e Mathio Buffa, si imbarcò per il Cile per difendere la corona spagnola.

Nel corso del viaggio gli ambulanti tesini potevano perdere accidentalmente il carico di stampe in naufragi e tempeste, o subirne il furto. Talora potevano commettere reati, eludere i dazi o non presentare i documenti necessari, in particolare quelli che attestavano il loro “onesto procedere”.

Talora, furono chiamati a testimoniare nelle cause giudiziarie scatenate da editori di Parigi o di Augusta, concorrenti dei Remondini, come nel 1766, difendendo strenuamente la liceità dei loro prodotti e la legittimità dei canali di vendita. Nel 1772, invece, alcuni venditori tesini furono incarcerati nella cosiddetta “Causa di Spagna”, aperta contro l’editore Remondini accusato di aver stampato un’immagine satirica contro Carlo III di Spagna. Già di per sé, gli ambulanti non godevano di una buona fama presso i governi e le istituzioni europee ed erano in molti casi considerati alla stregua di mendicanti e furfanti. A maggior ragione, eventi come la prigionia, seppur occasionale come in questo caso, contribuiva a ledere la loro affidabilità agli occhi delle autorità straniere e a quelli dei loro interlocutori commerciali.

Bibliografia:

Elda Fietta, Marie-Christine Claes (edd.), Imprenditori dell’immagine. Le vicende dei tesini in Belgio, Pergine Valsugana (TN), Publistampa, 2016

Niccolò Caramel, La Controepopea. Disgrazie e fallimenti nel commercio di stampe degli ambulanti tesini (XVII-XIX secolo), Viella, 2026 [in corso di pubblicazione]