5. Colle San Sebastiano

Sviluppo e turismo

I Tesini in Europa. L’Europa in Tesino. Nel corso dell’Ottocento, la riqualificazione o la costruzione di di edifici privati, la nascita di nuovo spazi pubblici, edifici pubblici amministrativi e ricettivi nei tre borghi di Pieve, Castello e Cinte testimoniano un benessero acquisito, un’apertura cosmopolita, la volontà di tutelare e promuovere dal punto di vista turistico la patria d’origine e investire nel suo sviluppo culturale e sociale.

Dal punto di vista architettonico, gli inserti eccentrici rispetto alla tradizione locale emergono, ad esempio, in villa Daziaro a Pieve, costruita tra il 1854 e il 1874 con richiami alle dacie russe e alle ville venete, o in Villa Tomaselli a Castello, le cui terrazze lignee chiuse mescolano lo stile chalet dell’Impero e i pavillon francesi ottocenteschi.

Gli incontri e le competenze acquisite nelle piazze e nei negozi di tutta Europa, le rimesse e le donazioni degli emigranti, promossero un precoce sviluppo delle tre comunità e un finanziamento delle principali istituzioni pubbliche. Negli anni Ottanta del XIX secolo, a Pieve Tesino sorse l’ospedale, l’asilo infantile e il caseificio sociale. Infine, nel 1902, la nuova centrale idroelettrica sul fiume Grigno portò l’illuminzione pubblica in ciascuna abitazione, anticipando di molti anni altre realtà del Trentino austro-ungarico dell’epoca.

Per l’ospitalità turistica, sorse a Pieve l’hotel Tesino, realizzato nel 1883 con i fondi dei ricchi commercianti tesini residenti all’estero e gestito da una società creata il 5 febbraio 1885. Nacquero poi due cosiddette Società di abbellimento, l’una concentrata sul colle di San Sebastiano a Pieve, l’altra su quello di San Rocco a Castello, che intendevano monumentalizzare gli spazi pubblici e renderli frubili ai frequentatori dell’Altopiano. La Società di abbellimento del colle di San Sebastiano a Pieve, nata nel 1881, nel luogo su cui sorge ancora oggi una chiesa quattrocentesca sorta come ex-voto dopo un’epidemia di peste, mutò nome nel 1925 in Pro Loco ed è considerata la prima istituzione del genere in Italia.

Le rimesse e i progetto di sviluppo voluti da chi aveva avuto successo all’estero coinvolsero anche l’ambito educativo. I fratelli Giuseppe e Giacomo Daziaro, infatti, chiesero a più riprese negli anni Sessanta dell’Ottocento di poter finanziare l’insegnamento ai ragazzi maschi delle scuole elementari delle materie legate al commercio internazionale, in particolare l’insegnamento delle lingue straniere (il tedesco, il francese, l’inglese e perfino il russo). L’iniziativa, destinata a formare i nuovi agenti commerciali tesini da impiegare anzitutto nei negozi Daziaro, non si concretizzò, ma certamente a Pieve Tesino alcuni insegnamenti di lingue furono attivati nel corso dell’Ottocento, a dimostrazione della solida proiezione europa raggiunta da alcune famiglie sull’Altopiano dopo due secoli di commercio itinerante.

Bibliografia:

Ierma Sega (ed.), Les hommes des images: l’epopea dei Tesini dal Trentino per le vie del mondo, Regione autonoma Trentino-AltoAdige, Trento 1998 (2003)

Elda Fietta Ielen, Con la cassela in spalla. Gli ambulanti di Tesino, Priuli & Verlucca, Ivrea (TO), 1987 (2008)

Manfredo Marchetto, L’officina elettrica del Tesino dalle origini alla cessione (1899-1957), Litodelta, Scurelle (TN), 2022